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La leggenda delle Eolie

La leggenda delle Eolie

Si parla spesso della storia delle Eolie e di tutti i segni che i millenni hanno lasciato in questi luoghi. Il passaggio della storia, degli uomini, delle loro credenze e delle loro culture è infatti molto tangibile e “concentrato” nelle sette isole.

E le tracce di tutto ciò iniziano già dai nomi che queste isole hanno conservato. Già il nome stesso dell’arcipelago apre incredibili scenari e suggestioni che ci portano indietro di migliaia di anni, tra intricati simboli, misteri e leggende.

Il nome Eolie rimanda direttamente al Dio del Vento, Eolo.

La leggenda di Eolo è molto complessa ed interessante. Eolo era il nipote di re Eolo l’Elleno, e, insieme a suo fratello gemello Beoto, era figlio di Melanippe e Poseidone. Poseidone non volendo far sapere a re Eolo che i suoi nipoti fossero di sangue divino li fece allevare prima da un mandriano, e poi dai regnanti di Icaria: Teano e Metaponto.

Re Metaponto adorava i gemelli, e quando sua moglie ebbe due figli, anche questi gemelli, iniziò ad essere gelosa e tentò di ucciderli con un veleno, ma Eolo e Beoto riuscirono a capire l’inganno e furono i loro fratellastri a bere e morire.

I due fratelli dovettero fuggire ed Eolo scappò proprio alle isole Eolie, rifugiandosi a Lipari che si diceva fosse un’isola galleggiante. Qui divenne un uomo sapiente e saggio, tenuto in grande riguardo dagli Dei e capace di “domare i venti”. Al momento della sua morte Zeus volle renderlo immortale, affidandogli la pericolosa otre contenente i venti da custodire in una grotta del Tirreno.

I suoi discendenti, sei figli e sei figlie, si sposarono tra di loro e popolarono le Isole.

La storia se interpretata oltre i simboli può raccontarci molto sul passato e sulla colonizzazione delle isole: i 12 figli sposati tra di loro, sono una similitudine dei Titani, che appartenevano alla vecchia religione soppiantata da quella Ellenica, la religione “Pelasgica” di quegli antichi popoli che vivevano nel Mediterraneo prima dei Greci.

Quindi rappresentano il popolo “indigeno” delle Eolie incontrato dai greci. Eolo assume la personalità di un capo greco, un colonizzatore o esploratore tenuto in grande conto dal popolo delle Isole (che dipendeva dal mare per la pesca ed il commercio, le principali risorse delle Isole) per la sua capacità, da buon navigatore, di prevedere i cambiamenti del vento.

Per questo motivo fu successivamente divinizzato e la sua leggenda crebbe nel tempo. Il simbolismo dei gemelli è molto forte nelle storie di fondazione e colonizzazione, basti pensare al mito di Romolo e Remo che è molto simile: due gemelli di stirpe nobile e divine, allevati lontano dalla loro famiglia, che in fuga decidono di stabilirsi in un nuovo luogo e fondare un nuovo regno.

Ovviamente quando si parla di epoche così lontane e di come storia e fantasia si siano plasmate a vicenda, i condizionali sono d’obbligo. Non sapremo mai esattamente come andarono le cose, chi viveva alle Eolie prima di Eolo e come si chiamavano queste Isole a quei tempi, ne sapremo mai chi era esattamente Eolo, l’uomo saggio che Zeus volle fare Dio, consacrando per sempre queste meravigliose isole al suo nome.

Una cosa è certa: la suggestione di questi misteri si respira ancora alle Eolie e chissà se quando sentirete il rumore del mare agitato dal vento, potrete sentire da lontano la voce di Eolo che vi da il benvenuto.

 

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Isole Eolie: Esplorazione di 3 relitti con il sommergibile Explorer 3!

Isole Eolie: Esplorazione di 3 relitti con il sommergibile Explorer 3!

La ricerca condotta da Aurora Trust Foundation e dalla Soprintendenza del Mare nelle acque nei pressi di Panarea si è conclusa in modo fruttuoso.

Grazie alle tecnologie del sommergibile di tipo U-boat Worx è stato possibile esplorare a distanza ravvicinatissima 3 relitti di navi affondate in epoca ellenistico-romana scoperti 5 anni fa ma che per la prima volta sono stati studiati nel modo più dettagliato possibile.

Con la presenza di un archeologo a bordo, il laboratorio galleggiante tecnico-scientifico allestito sulla nave olandese Alk è servita come base per il sommergibile battezzato Explorer 3 per la realizzazione di oltre 500 fotografie ad alta risoluzione dei relitti e del loro contenuto, un fotomosaico 2D ed una fotogrammetria 3D.

aurora trust relitti eolie

Ogni relitto in questo modo è stato praticamente mappato e pronto per essere studiato in ogni dettaglio. Aldilà degli aspetti più tecnici però è innegabile la bellezza della “visione” che questo ha rappresentato: una moltitudine di anfore sparse nei fondali (i relitti si trovano a profondità tra i 90 ed i 140 metri), nel blu profondo, lontani dalla maggioranza degli occhi pur numerosi che solcano le acque e si affollano nelle coste vicine.

Un tesoro di duemila anni nascosto dal mare che forma un ulteriore tassello nella storia di questo nostro Mediterraneo, testimoni di un epoca in cui tutto quanto partiva da qui e qui arrivava, quando era il centro del mondo, di un mondo famoso e sognato.

Ed ovviamente, questo pezzo di storia arricchisce ancora di più il patrimonio storico e culturale delle isole Eolie, che un tempo erano al centro di importantissime rotte commerciali, snodi di un traffico marittimo intenso che portava dritti a Roma.

Un bel colpo per l’Aurora Trust, ente no-profit nato con lo scopo di favorire l’esplorazione dei mari alla scoperta di relitti e tesori nascosti, che ha all’attivo già diverse scoperte nel Mediterraneo e progetti in corso nel Canale della Manica e nel Golfo del Messico.

L’Aurora Trust non studia solo la storia e l’archeologia del “Patrimonio culturale sommerso” ma anche gli ecosistemi ad esso correlati. L’obiettivo infatti è proprio quello di sensibilizzare il pubblico sull’importanza che il mare ha avuto ed avrà nella civiltà umana.

Una importanza spesso dimenticata: per molti il mare è sinonimo solo di vacanze e si dimentica come ancora oggi è una delle più importanti vie di comunicazione e che in passato era “l’Internet” che connetteva popoli e culture lontane.

Inoltre gli Oceani sono importantissimi per la salute del Pianeta e per il clima ed anzi il loro ruolo nell’ecosistema globale, nell’assorbimento di gas serra e nella produzione di ossigeno è ancora poco conosciuto dalla maggior parte delle persone.

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Una ONG indipendente preserverà ecosistemi e unicità delle Eolie

Una ONG indipendente preserverà ecosistemi e unicità delle Eolie

Il fatto che la notizia arrivi nientemeno che da Londra fa ben sperare: la City è una delle città più importanti del mondo, un luogo di forte valenza economica da cui prendono il via eventi che influenzano il resto del mondo. Bisogna dire quindi che si spera che questo sia un buon auspicio per le Isole Eolie e per le attività del Fondo per la Preservazione delle Isole Eolie (Aeolian Islands Preservation Found, AIPF) nato a Londra il 20 maggio per portare avanti obiettivi ecologici ed ambientali sulle isole Eolie.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché pubblichiamo adesso una notizia del 20 maggio, la risposta è che non è tanto importante la notizia della presentazione ufficiale se non la lista degli obiettivi del Fondo, che sono sempre attuali (se non spesso “futuristici” nel senso buono della parola). L’idea è nata da Ben Goldsmith, famoso esperto di finanza inglese con il pallino dell’ambiente e Luca del Bono operatore immobiliare e consulente di origine eoliana, conosciuto in Italia come il consigliere dei Vip.

Questa ONG indipendente si propone l’obiettivo di sostenere economicamente tutti i progetti volti alla preservazione delle Eolie, degli ecosistemi ma anche delle unicità culturali dell’arcipelago. Per questo motivo uno dei primi passi sarà indire un concorso “green” con cui finanziare i talenti innovativi che presenteranno progetti in linea con le finalità del Fondo e con tematiche come: preservazione dell’ambiente e del mare, la protezione della biodiversità e degli ecosistemi, altre priorità ambientali come l’acqua, l’energia e la raccolta dei rifiuti, la cultura e le tradizioni delle Isole Eolie, il cambiamento climatico e l’agricoltura organica ma anche il patrimonio storico, culturale e le tradizioni artigianali e culinarie.

Il concorso sarà presentato presto, in modo da essere pronti per la grande occasione della prima presentazione ufficiale dell’AIPF nelle Isole Eolie.

Il lancio a Londra è stato già un successo che ha riscosso l’approvazione di tanti amanti e conoscitori delle Isole Eolie provenienti da tutto il mondo e di tanti ambientalisti e filantropi. L’obiettivo finale ed ambizioso è quello di fare delle Eolie un modello di sostenibilità che possa fare scuola nel mondo per le generazioni presenti e futuri.

Questa iniziativa merita veramente tanta fortuna e tutto il supporto possibile: vale la pena restare sintonizzati con Aeolian Islands Preservation Found tramite il loro sito internet ufficiale http://www.aeolianpreservationfund.org/ ed i loro profili sui social network Facebook, Instagram e Twitter.

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Nuova campagna di studi scientifici nei fondali delle Eolie

Nuova campagna di studi scientifici nei fondali delle Eolie

L’ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale) avvia una nuova campagna di monitoraggio nell’ambito del progetto Osservatorio Regionale della Biodiversità della Regione Siciliana. La sede di questi studi saranno le isole Eolie con la loro unicità: pur essendo infatti piccole isole che occupano un area circoscritta sono zone con grande biodiversità e con diverse nicchie ecologiche, soprattutto per quanto riguarda le aree sottomarine interessate da fenomeni idrotermali.

È su queste aree che si concentrerà lo studio, volto a conoscere a fondo la ricchissima biodiversità ed i tanti ambienti unici e particolari che si creano nei fondali attraversati dai dinamici e mutevoli fenomeni di vulcanismo che caratterizzano l’arcipelago. L’interesse è grande perché la zona potenzialmente potrebbe diventare un sito di estrazione di risorse minerarie ed anche per futuri impianti di produzione di energia rinnovabile sfruttando i fenomeni sottomarini.

La conoscenza dettagliata quindi, è un obiettivo di vitale importanza nei fondali eoliani per valutare eventuali impatti delle attività umane e per mettere in atto tutti gli accorgimenti che possano preservare ecosistemi e biodiversità.

Sarà la Nave R/V Astrea dell’ISPRA, con un equipaggio di ricercatori ISPRA, esperti del CNR-ISMAR di Bologna, Ancona, CNR-IAMC Messina, dell’Università di Ancona, Genova e Messina a solcare le acque dell’arcipelago per studiare gli ambienti sottomarini. Le tecnologie messe in campo saranno Multibeam ed un robot ROV (remotely operated vehicle), un robot collegato con un cavo “ombelicale” ad un computer di bordo e manovrabile in remoto, il ROV monterà fotocamere ad alta definizione ed è uno strumento comunemente usato per studiare i fondali.

Insieme al ROV sarà usata la camera bentica, un dispositivo cilindrico che fissato sul fondo misura costantemente valori come PH e composizione chimica dell’acqua, inoltre saranno prelevati campioni di sedimenti da analizzare in laboratorio.

Gli obiettivi del progetto sono quelli di realizzare mappature accurate delle aree in questione e della distribuzione delle specie viventi, sia animali che vegetali, in relazione alle attività geotermali. La conoscenza accurata di questi fenomeni geotermali, della loro localizzazione e dei loro effetti servirà sia per pianificare al meglio le attività umane sia per la tutela delle specie e degli habitat sottoposti a tutela.

Già nel 2014 rilevamenti simili avevano mostrato la vulnerabilità di certi ecosistemi, con questa nuova campana si punta alla creazione di una metodologia di studio integrata e multidisciplinare che tenga conto di tutti i fattori, geologici e biologici, che concorrono a creare gli ecosistemi unici dei fondali eoliani,

 

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A Lipari l’importante evento Mirabilia – European Network of Unesco Sites

A Lipari l'importante evento Mirabilia – European Network of Unesco Sites

La quarta edizione di Mirabilia – European Network of Unesco Sites, si terrà, come ufficializzato a metà maggio, a Messina ed alle Isole Eolie, che sono il sito Unesco siciliano più “antico” (dichiarato patrimonio dell’Umanità, nel 2002, prima di altre località siciliane).

L’evento, organizzato dalla Camera di Commercio di Matera insieme alle camere di commercio di Messina, Genova, La Spezia, Padova, Perugia, Salerno, Udine, Brindisi, Ravenna, Lecce e Siena, è una Borsa Internazionale del Turismo Culturale, che vede coinvolti enti, professionisti del settore ed imprenditori.

Il tutto si terrà a Lipari nel mese di ottobre e per tre giorni ci sarà la presenza di un centinaio di buyers di tutto il mondo che si confronteranno con realtà imprenditoriali ed istituzionali provenienti da territori che possono vantare un sito Unesco. È prevista l’affluenza di buyers principalmente da Regno Unito, USA, Germania, Cina, Russia, Israele, Giappone, Canada ma anche da altri luoghi d’Europa e del Mondo.

La Manifestazione è nata con lo spirito di valorizzare i luoghi UNESCO meno famosi al mondo, creando partnership e collaborazioni che possano rendere più accessibili e fruibili diversi luoghi, presentandoli così a potenziali viaggiatori culturali.

Il viaggiatore “colto” è ormai un fenomeno forte e non più una piccola nicchia come, per questo motivo il turismo culturale, insieme a quello ecologico, sono ormai tendenze del mercato su cui puntare. Prima di tutto perché permettono di valorizzare i territori in modo più sostenibile, senza sconvolgerli in nessun modo, e soprattutto perché escono fuori dai ritmi del turismo stagionale e possono portare benefici economici tutto l’anno.

Le scorse edizioni di Mirabilia, European Network of Unesco Sites, si sono tenute a Lerici nel 2012, a Matera nel 2013 e a Perugia nel 2014 e proprio l’anno scorso, il progetto ha vinto il premio della Commissione Europea European Enterprise Promotion Awards 2014.

Quattro edizioni potrebbero sembrare poco ma sembrano già tracciare una strada luminosa, costellata di successi, anche perché come si dice il buongiorno si vede dal mattino. Una idea italiana che non solo rappresenta una grande occasione per i territori italiani più belli e più autentici, ma che può fare scuola nel resto del mondo per la valorizzazione di siti Unesco che pur non avendo nulla da invidiare, sono meno famosi di altri che sono ormai gettonatissimi e diventati ormai meta di flussi turistici enormi.

In Italia poi abbiamo ancora quel particolare problema per il quale le nostre bellezze non sono ancora sufficientemente tutelate ed anche con candidature ed iscrizioni alle liste del Patrimonio dell’Umanità, se non si riesce a mettere in pratica tutto il potenziale che hanno, non saranno mai completamente fuori pericolo.

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Nasce il Bio distretto delle Eolie!

Nasce il Bio distretto delle Eolie!

Una delle sfide più grandi per le Eolie è quella di uscire dalla dipendenza dal turismo stagionale: una sfida per la quale sulle isole si stanno lanciando diversi progetti e che cominciano lentamente a dare i loro frutti. Un altro importante passo è stato fatto sabato 25 aprile, a Lipari, all’hotel Gattopardo, con la costituzione di un comitato promotore per il bio-distretto delle Eolie.

I bio-distretti sono aree geografiche certificate dall’AIAB in cui i coltivatori creano una rete di prodotti e di know how ecologici.

Spiegato in modo ancora migliore, un bio-distretto è un’area specifica in cui cittadini, produttori, imprenditori ed istituzioni si accordano per gestire il territorio nel modo più sostenibile possibile. I primi passi partono ovviamente dall’agricoltura, dai gruppi d’acquisto ma anche dai servizi mensa fatti con prodotti bio: il tutto serve ad innescare comportamenti virtuosi di produzione e consumo che in un effetto domino influenzino altri modi di vivere il territorio.

Per le Eolie bio-distretto significa dare al mondo una immagine delle isole nuova, slegata dal solo turismo balneare per la quale è già famosa.

Eolie significa anche natura, significa cultura e ed enogastronomia, e questi tre elementi sono sempre più importanti nel mondo turismo soprattutto perché Natura, Cultura ed Enogastronomia non hanno ritmi stagionali fissi come il turismo balneare. L’Ecoturismo è una risorsa incredibile per territori unici come le Eolie e la possibilità di mettere in rete strutture ricettive e di ristorazione con una filiera corta permette di offrire ai visitatori sempre la massima qualità dei cibi senza prezzi esorbitanti.

Secondo un recente sondaggio il 54% degli Italiani si dichiara orientato a fare scelte che non danneggino l’ambiente quando pianifica una vacanza e l’ecoturismo è una tendenza che cresce su scala globale. Basti pensare al Costa Rica, Paese che pur fornito di spiagge stupende e di bel tempo quasi tutto l’anno negli ultimi anni ha puntato tantissimo sull’ecoturismo diventando uno dei Paesi più visitati al mondo dai turisti amanti della Natura.

Il bio-distretto visto in questa ottiva può servire per trasformare positivamente un territorio, rivolgendone l’aspetto economico verso la sostenibilità totale.

Si rinforza la marca territoriale con valori nuovi, positivi, forti e reali come l’esigenza per una economia più pulita, che si prenda cura della salute, del pianeta e che funzionando come “rete” metta tutti in condizioni di fare il loro lavoro al meglio.

Per il momento il convegno del 25 aprile, con la presenza di rappresentanti dell’AIAB, di Federalberghi e di altre associazioni, è servito a creare un comitato promotore, adesso il prossimo passo richiede la risposta degli enti e delle amministrazioni locali alle quali si chiede maggiore coinvolgimento.

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Verso l’Aeroporto Nebrodi-Eolie?

Verso l’Aeroporto Nebrodi-Eolie?

Se ne iniziò a parlare oltre 20 anni fa: un aeroporto nel Messinese che dovrebbe servire un’area al momento periferica caratterizzata dalla forte presenza di flussi turistici soprattutto durante la bella stagione.

Il progetto, chiamato Aeroporto Nebrodi-Eolie, nonostante gli anni passati e le alterne sorti dopo tante battaglie in favore non è morto ed anzi se ne torna a parlare.

Il nuovo progetto dovrebbe avere un costo di 80 milioni di euro ed essere completamente sostenibile (nel senso che non andrebbe in rosso) ed i soldi per costruirlo dovrebbero provenire al 75% da fondi europei mentre la quota restante proverebbe da finanziamenti privati. La buona notizia è che il gruppo industriale svedese SAAB è interessato ad investire (il gruppo SAAB è famoso per le automobili ma in realtà la divisione auto appartiene alla General Motors oggi, mentre il core business è proprio l’aeronautica, sia civile che militare) nel progetto. In una riunione tenutasi i primi di febbraio gli ingegneri Johannes Ehmmans e Giuseppe Petracca hanno presentato il nuovo progetto: si tratta di un aeroporto più piccolo, più economico e gestibile che si avvale delle ultime tecnologie per funzionare al meglio ottimizzando costi e tempi.

Rispetto alle idee di tanti anni fa, la pista d’atterraggio sarà più corta di 500 metri (1500 contro 2000) e mancheranno le torri di controllo, visto che oggi il traffico aereo può essere gestito grazie alla tecnologia anche da torri di altri aeroporti già esistenti e che non hanno traffico aereo che renda impossibile farlo. I costi di realizzazione contenuti si aggiungono a quelli di gestione che saranno ridotti, non solo grazie ad un aeroporto ottimizzato per richiedere meno personale, ma anche perché per il momento si parla di uno scalo aperto solo durante l’alta stagione. Questa stagionalità rende sostenibile l’aeroporto che funziona e lavora nel periodo in cui guadagna.

Insomma con l’interesse di un partner privato internazionale, un grande gruppo industriale famoso per i suoi successi e per la sua serietà e con un progetto fatto in un’ottica di risparmio (normalmente le infrastrutture in Italia costano il triplo che altrove), l’aeroporto Nebrodi-Eolie smette di essere solo il tema di accese discussioni e può diventare un programma realizzabile.

Per l’arcipelago Eoliano e per la provincia Messinese sarebbe una importantissima risorsa per aumentare i flussi turistici rendendo meno traumatici gli spostamenti dei visitatori, che spesso, alla ricerca del relax e delle vacanze comode, si scoraggiano già quando ci sono troppe distanze da percorrere tra un aeroporto e la destinazione finale, figuriamoci con mezzi diversi.

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Turismo alle Eolie: in aumento e preparativi per l’EXPO

Turismo alle Eolie: in aumento e preparativi per l’EXPO

Secondo i dati del 2014 diffusi dal Comune di Lipari durante il 2014 il turismo (calcolato in termini di pernottamenti e non di sbarchi) nei territori del Comune è cresciuto dell’8% rispetto al 2013.

Un dato importante visto che al territorio di Lipari appartengono tutte le Isole esclusa Salina e che se ci sono stati 514.276 persone che hanno pernottato molti altri devono essere stati i viaggiatori che sono sbarcati per una breve visita di un giorno.

Insomma un dato positivo dopo anni in negativo che sono una speranza per il futuro turistico delle Isole,    quell’8% che si spera continui a crescere.

Molti osservatori hanno fatto giustamente notare che parte di questo successo è dovuto alla situazione turbolenta in molti Paesi come Egitto e Turchia che nell’Estate 2014 hanno convinto molti viaggiatori a fare vela verso lidi più sicuri come appunto quelli Eoliani.

Insomma: sperare in manifestazioni violente, guerre e  problemi seri come l’instabilità causata dai gruppi estremisti in Nord Africa non è certo un modo “fattibile” di pensare il turismo ed anche se per l’estate 2015 la situazione nelle mete del Nord Africa e del Medio Oriente tradizionalmente in concorrenza con l’arcipelago Siciliano, bisogna vederlo come una grossa opportunità per il rilancio e non solo come una manna dal cielo da raccogliere al momento e punto.

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Si perché la disorganizzazione e l’improvvisazione di molti enti ed istituzioni che affligge l’Italia colpisce anche le Eolie, e questo disordine sta facendo precipitare in basso il brand “Italia” nelle classifiche mondiali. Quindi organizzarsi e mostrare che in Italia sappiamo fare le cose per bene, gestendo e valorizzando gli inestimabili patrimoni paesaggistici, naturali, culturali, artistici e gastronomici è una priorità.

Le Eolie pare stiano già cogliendo la palla al balzo, dotandosi per il 2015 di una strategia di social media marketing collaborativa tra diverse realtà delle Isola, e con una serie di eventi che si terranno in concomitanza per Expo e con presenze all’evento di Milano che rappresenteranno il meglio delle Isole Eolie. Sono iniziate le selezioni degli chef e di tutti gli elementi che comporranno il palinsesto delle Eolie per Expo 2015.

L’evento può essere una occasione di grande rilancio per il Paese e per il marchio Italia, ed  è sicuramente il luogo migliore per presentare un territorio. Al palinsesto stanno lavorando il GAL Isole di Sicilia ed il Comune di Lipari che ha già avviato una serie di incontri per essere pronti per l’inaugurazione dell’EXPO e soprattutto per la settimana che sarà dedicata alle Isole di Sicilia.

 

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Tantissimi riconoscimenti alle Eolie dagli utenti di Tripadvisor!!

Tantissimi riconoscimenti alle Eolie dagli utenti di Tripadvisor!!

Il sito di recensioni  per località e strutture turistiche più famoso al mondo, Tripadvisor, ogni anno stile delle classifiche basate sulle preferenze delle milioni di utenti attivi sul portale.

Nella categoria delle 10 isole più belle d’Italia scelti dalla comunità nel 2014 (Traveller’s Choice) , dominata dall’Isola di Capri, ci sono ben tre isole dell’arcipelago eoliano.

Lipari si posiziona al quinto posto, Salina al sesto e Vulcano al nono.

La presenza delle Eolie nelle classifiche degli utenti non è che la ciliegina sulla torta di un anno che ha visto un vero e proprio boom turistico nelle Eolie, un turismo che oggi è aiutato e sostenuto dai social media. Il lancio di una strategia di social media con finalità turistiche, annunciato  a fine 2014 alla Bto di Torino da Federalberghi Eolie,  non farà altro che migliorare le cose aumentando sensibilmente l’effetto del “passaparola multi-mediale” fatto a colpi di condivisioni di immagini e di impressioni e commenti sui luoghi visitati che porta tanti nuovi viaggiatori da tutto il mondo a raggiungere le isole.

L’arcipelago Eoliano è ben presente su Tripadvisor, sul quale si contano a gennaio 2015 ben 3.504 recensioni che riguardano le attrazioni (luoghi di interesse paesaggistico e naturale, spiagge, musei, monumenti…) e molte di più che riguardano hotel (11.500 circa) e ristoranti (oltre 16.000), mentre 106 recensioni riguardano le case vacanza su un totale di circa 254 presenti sul portale.

recensioni tripadvisor eolie

Un punto su cui riflettere visto che se 80 hotel eoliani su Tripadvisor raccolgono 11.500 recensioni potrebbe essere molto importante per i possessori di case vacanza raccogliere un numero considerevole di recensioni per attrarre nuovi turisti, offrire servizi migliori e diversificati magari facendo “up-selling” cioè aumentando il valore del soggiorno in base agli extra che il cliente chiede, un poco come fanno gli hotel.

Il settore delle case vacanza è ancora tutto da esplorare e sono pochi gli affitta casa che si dedicano ad una strategia di marketing ed ancora meno coloro che si mettono in rete con altri proprietari per creare una offerta di affitto di appartamenti e case per le vacanze completa e competitiva sul mercato. Uno dei grandi problemi del turismo italiano è proprio questo modo di procedere “da soli” con vecchie logiche concorrenziali anziché fare networking e collaborare.

Una logica che non funzionerà più di tanto in futuro perché i clienti sono sempre online, pronti a recensire e se necessario a criticare, mettendo in luce lati positivi e negativi.

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Il Codice del Turismo Commentato, presentato alla Regione Sicilia

Il Codice del Turismo Commentato, presentato alla Regione Sicilia

Il 2014 è stato un anno proficuo per il turismo alle Eolie e nella Regione Sicilia, con una estate di presenze schizzate verso l’alto, soprattutto presenze straniere, grazie ad una serie di fattori tra cui il bel tempo, che hanno fatto riempire di visitatori le Eolie anche in pieno ottobre.

turismo alle eolie

Nonostante gli ottimi risultati del mercato turistico però non sono mancate le ombre:  tra cui soprattutto mancate pianificazioni a livello regionale che implicano che sono poche realtà a dover fare da traino e la crisi che costringe molti imprenditori ad usare l’arma del “low cost” per attrarre più turisti ma risicando i guadagni.

Il low cost è un’arma a doppio taglio perché in molti casi si presenta come l’ultima spiaggia per sopravvivere in periodi difficili e che implica anche dover ridurre la qualità per rientrare con le spese.

Aldilà dei problemi che accomunano qualsiasi realtà e settore economico italiano in questo periodo,  proprio nel settore turistico la Regione Sicilia ha lanciato in questi giorni una interessante iniziativa, promuovendo il Codice del Turismo Commentato, Maria Castri, responsabile della tutela dei consumatori e degli utenti per  la Regione Siciliana, e dall’avvocato Alessandro Palmigiano,  coordinatore Det della Fondazione Rosselli.

Il testo include tutte le normative che riguardano problematiche che possono riguardare il turismo: dai ritardi ai voli cancellati, a perdite di bagagli, danni da vacanza rovinata, infortuni durante escursioni o nelle strutture e via discorrendo.

Un vademecum utilissimo che rende accessibile e chiaro anche a chi non parla avvocatese il complesso mondo delle norme che influenzano il turismo.

Il Codice sarà utilissimo per tutti gli addetti ai lavori dagli albergatori ai gestori di villaggi turistici, dai ristoratori agli affittacamere, da chi organizza escursioni a chi affitta mezzi di trasporto. Insomma una guida che chi lavora nel turismo in Sicilia ed Italia dovrebbe tenere sempre con sé per essere pronto ad ogni evenienza. Tuttavia è una guida che può servire anche a chi si mette in viaggio e vuole conoscere chiaramente i suoi diritti, per questo motivo il libro è scaricabile gratuitamente sul sito www.ioconsumatore.eu in formato PDF.

Da portare sempre con sé su tablet e smartphone in viaggio in caso possa servire.

Sicuramente questa guida sarà di grande utilità per tutto il comparto turistico ed è una lodevole iniziativa della Regione Sicilia farsi promotrice di questa pubblicazione, dimostrando un occhio di riguardo verso uno dei settori trainanti dell’Isola che molto spesso, anzi sempre più spesso è vittima di inghippi burocratici e legali.

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