La leggenda delle Eolie

La leggenda delle Eolie

Si parla spesso della storia delle Eolie e di tutti i segni che i millenni hanno lasciato in questi luoghi. Il passaggio della storia, degli uomini, delle loro credenze e delle loro culture è infatti molto tangibile e “concentrato” nelle sette isole.

E le tracce di tutto ciò iniziano già dai nomi che queste isole hanno conservato. Già il nome stesso dell’arcipelago apre incredibili scenari e suggestioni che ci portano indietro di migliaia di anni, tra intricati simboli, misteri e leggende.

Il nome Eolie rimanda direttamente al Dio del Vento, Eolo.

La leggenda di Eolo è molto complessa ed interessante. Eolo era il nipote di re Eolo l’Elleno, e, insieme a suo fratello gemello Beoto, era figlio di Melanippe e Poseidone. Poseidone non volendo far sapere a re Eolo che i suoi nipoti fossero di sangue divino li fece allevare prima da un mandriano, e poi dai regnanti di Icaria: Teano e Metaponto.

Re Metaponto adorava i gemelli, e quando sua moglie ebbe due figli, anche questi gemelli, iniziò ad essere gelosa e tentò di ucciderli con un veleno, ma Eolo e Beoto riuscirono a capire l’inganno e furono i loro fratellastri a bere e morire.

I due fratelli dovettero fuggire ed Eolo scappò proprio alle isole Eolie, rifugiandosi a Lipari che si diceva fosse un’isola galleggiante. Qui divenne un uomo sapiente e saggio, tenuto in grande riguardo dagli Dei e capace di “domare i venti”. Al momento della sua morte Zeus volle renderlo immortale, affidandogli la pericolosa otre contenente i venti da custodire in una grotta del Tirreno.

I suoi discendenti, sei figli e sei figlie, si sposarono tra di loro e popolarono le Isole.

La storia se interpretata oltre i simboli può raccontarci molto sul passato e sulla colonizzazione delle isole: i 12 figli sposati tra di loro, sono una similitudine dei Titani, che appartenevano alla vecchia religione soppiantata da quella Ellenica, la religione “Pelasgica” di quegli antichi popoli che vivevano nel Mediterraneo prima dei Greci.

Quindi rappresentano il popolo “indigeno” delle Eolie incontrato dai greci. Eolo assume la personalità di un capo greco, un colonizzatore o esploratore tenuto in grande conto dal popolo delle Isole (che dipendeva dal mare per la pesca ed il commercio, le principali risorse delle Isole) per la sua capacità, da buon navigatore, di prevedere i cambiamenti del vento.

Per questo motivo fu successivamente divinizzato e la sua leggenda crebbe nel tempo. Il simbolismo dei gemelli è molto forte nelle storie di fondazione e colonizzazione, basti pensare al mito di Romolo e Remo che è molto simile: due gemelli di stirpe nobile e divine, allevati lontano dalla loro famiglia, che in fuga decidono di stabilirsi in un nuovo luogo e fondare un nuovo regno.

Ovviamente quando si parla di epoche così lontane e di come storia e fantasia si siano plasmate a vicenda, i condizionali sono d’obbligo. Non sapremo mai esattamente come andarono le cose, chi viveva alle Eolie prima di Eolo e come si chiamavano queste Isole a quei tempi, ne sapremo mai chi era esattamente Eolo, l’uomo saggio che Zeus volle fare Dio, consacrando per sempre queste meravigliose isole al suo nome.

Una cosa è certa: la suggestione di questi misteri si respira ancora alle Eolie e chissà se quando sentirete il rumore del mare agitato dal vento, potrete sentire da lontano la voce di Eolo che vi da il benvenuto.

 


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